Quello che mi piace e quello che non mi piace del mio lavoro da freelance

Facciamo i conti
Facciamo i conti - Fonte

In questi giorni (intensi, ma che lo dico a fare?) sto prendendo consapevolezza.

Ci sono molti aspetti del lavoro freelance che immaginavo solamente o in cui non mi ero ancora imbattuta – e, a proposito di questo, sono convinta che non si finisca mai di imparare o di imbattersi in nuove possibili esperienze.

Ho capito che, oltre al lavoro pratico – quello di progettazione, di disegno del brand e delle interfacce, di sviluppo HTML/CSS – mi piace conoscere ed entrare in relazione con nuove persone, sia che siano possibili clienti sia che siano nuovi colleghi o collaboratori.

Ci sono persone, là fuori, piacevolissime, disponibili, competenti e da loro si riesce sempre a imparare qualcosa di nuovo (lo dicevo più sopra, no?)
Ma ho anche capito che non mi piacciono i numeri.
Mi spiego.

Come stilare un’offerta al tuo cliente (o come lo faccio io)

Per fortuna capita che la gente mi contatti per avere un preventivo: perché vuole un nuovo sito, perché vuole ottimizzare il sito che ha già online, perché vuole migliorare la sua immagine agli occhi del cliente.
Allora, l’ascolto, raccolgo le informazioni sull’attività in questione, ci ragiono sopra e propongo una soluzione al problema riscontrato di volta in volta: quale tipo di intervento è il più adatto? Quali sono i tempi e le condizioni per la conduzione del progetto?
Sì, metto giù un’offerta.

E mi piace scriverla in maniera dettagliata, con parole semplici e cercando di evitare eccessivi tecnicismi per non spaventare il mio eventuale (e spero sempre prossimo) cliente.

Proprio oggi mi hanno ringraziato per l’accuratezza dell’analisi riscontrata nel preventivo preparato. Come dire: fa piacere che esista ancora qualcuno interessato a ciò che sta dietro a una proposta progettuale e non salti subito all’ultima riga, quella del totale dell’offerta.

Lo scoglio è uno solo: quanto farsi pagare?

Dicevo: ho capito che non mi piacciono i numeri. Infatti, come capita quando si prepara un’offerta, completa di condizioni, clausole, ecc, è necessario anche indicare quanto farsi pagare, visto che si sta parlando di lavoro.
E qui casca il mondo.

Mi fermo, prendo fiato e inizio a contare.

In base all’esperienza so cosa comporta un certo tipo di intervento, quanto tempo, fatica, conoscenze. Spesso mi capitano “casi particolari”, ma in qualche modo, grazie all’esperienza, appunto, mi immagino cosa possano comportare.

Dopo sudore, fatica, dubbi allora arrivo alla cifra che voglio chiedere. Spesso ho i dubbi.

Mi sono calcolata quale deve essere il costo della mia attività, l’ho confermato e corretto grazie al business plan che ho imparato a redigere grazie alla mia mentore virtuale (Francesca, ti sento sempre molto vicina), ma il pensiero “Non starò chiedendo troppo? Guarda cosa esce qui!” spesso mi passa per la testa.

Poi penso: ho un’esperienza sulle spalle e un background che giustificano ciò che chiedo; inoltre, per il mio lavoro, studio e mi aggiorno e l’investimento in questo senso non è indifferente: allora, prendo coraggio, impacchetto la mia offerta e la presento.

Come andrà?

Tutte le volte che si incontra un nuovo cliente, o aspirante tale, la consegna e presentazione della prima offerta è come un primo appuntamento.  Ti sei preparata e ti presenti al meglio e, anche se sai che puoi fare una bella figura e piacere all’altra persona, una certa aspettativa e incertezza ti accompagna fino allo squillo del telefono o all’arrivo di quella email: contratto firmato!

A proposito di numeri

Fra le varie, continuo a lavorare al mio sito, in special modo sui suoi contenuti. Proprio per questa mia difficoltà ad andare d’accordo con i numeri, raccolto il consiglio dato da altri freelance, sto pensando seriamente di creare un mio listino di base: individuo i miei maggiori servizi e indico il loro prezzo. Ovviamente, saranno costi indicativi, in quanto ogni progetto ha una storia a sé, ma utili per capire per lo meno da che cifra si può partire per fare un blog e così via.

Da parte mia, quando ho bisogno di acquistare un prodotto o un servizio e navigo per raccogliere informazioni su quale possa essere la scelta migliore per me, mi piace vedere quanto può costare l’oggetto del desiderio. A parte da questo presupposto, sono convinta che chi ha bisogno di un nuovo sito o di un nuovo logo e immagine coordinata, volentieri darà un’occhiata iniziale al range di costi previsto.
Che ne pensate?

P.S. Poi torno a leggere in giro ciò che scrive chi è più preparato di me e mi ritrovo questo: e allora so che sto facendo bene.

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8 commenti a «Quello che mi piace e quello che non mi piace del mio lavoro da freelance»

  1. Luca Borgia | alle 18:11 del 8 ottobre 2014

    E’ rassicurante trovare qualcuno/a -libero professionista- che si ponga dei dubbi sull’onorario, cercando di presentare delle spettanze “eque”. Ne vedo molti in giro -non del tuo settore- la cui unica ambizione è arraffare più soldi possibile, e sono quelli che lavorano meno. O niente del tutto…però sembra che sappiano fare tutto loro e “banfano”…Viceversa, chi riesce a ragionarci sopra (in qualche caso valutando in base a cliente e alla situazione…e poi bisogna essere capaci, ovvio) alla fine viene ripagato e il lavoro non gli manca…

    • Ilaria Baigueri | alle 21:05 del 8 ottobre 2014

      Me lo auguro vivamente, mi hanno insegnato che con l’impegno (e con il tempo) si ottengono i risultati, quindi io ci provo, a modo mio.
      Grazie Luca per il tuo commento. È un piacere sapere che sei passato anche di qui.

  2. Simona | alle 16:25 del 8 ottobre 2014

    Ciao Ilaria!
    Da esterna posso dirti che hai fatto benissimo ad aver inserito un listino prezzi, io faccio parte di quelle persone un po’ intimorite a dover chiedere preventivi alla cieca, specialmente se non conosco il settore. Anche io ho bisogno di informarmi e non sempre trovi abbastanza riferimenti economici (invece trovi portfoli [sarà giusto al plurale?!] esageratissimi, più che informare appunto spaventano). Senza dimenticare che siamo in un periodo di crisi.. Ma dare un valore al lavoro di un professionista è giustissimo 🙂

    • Ilaria Baigueri | alle 16:42 del 8 ottobre 2014

      Ciao Simona, grazie per il tuo intervento. Confermi proprio quello che penso anche io quando mi devo informare di settori “lontani” dalla mia esperienza e formazione: ovviamente, non sono qui a vendere un prodotto preciso, per cui il prezzo finito non sempre è facile da indicare, ma sicuramente è fattibile dare un range di costi.
      Comunque, il listino arriverà con la nuova versione del sito 🙂 Work in progress!

      Davvero ti spaventano i portfoli ricchi? Ti dico come la vedo io: visto che devo presentare il mio lavoro anche a chi non mi conosce, allora cerco di mostrare più progetti lavorati, diversi tra loro, per illustrare le varie tipologie di progetto cui posso dedicarmi e i vari stili in cui mi sono cimentata. Meglio ridurre, allora?

  3. Veronica | alle 9:01 del 8 ottobre 2014

    Il miglior rimedio contro l’ansia da presentazione del preventivo è una bella agenda piena di lavori ben pagati. E indovina come la si ottiene? Continua così 🙂

    • Ilaria Baigueri | alle 9:14 del 8 ottobre 2014

      Grazie Veronica!
      La strada è ancora lunga, ma da qualche parte bisogna pur incominciare, no?

  4. Francesca | alle 23:00 del 7 ottobre 2014

    Awww, Ilaria grazie!
    Non solo per l’affetto ma per le tue riflessioni, importanti sia per chi ha indecisioni sul mettersi in proprio, sia per chi lo è già e continua a combattere giornalmente con il nero su bianco, numeri ponderati, e la sensazione di dirli ad alta voce…

    • Ilaria Baigueri | alle 6:22 del 8 ottobre 2014

      Bravissima: è la sensazione che destabilizza, è il dire ad alta voce “io valgo così, voglio essere pagato così”.
      Comunque prego :-), e ancora sono io che ti devo ringraziare per i numerosi spunti che mi hai dato in questi mesi così delicati di scelte professionali.

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